La storia di Yang Xinhai, condannato per 67 omicidi e 23 violenze sessuali commessi in quattro province cinesi tra il 2000 e il 2003.
Per anni si spostò attraverso le campagne della Cina senza una residenza stabile, scegliendo abitazioni rurali e colpendo soprattutto durante la notte. Yang Xinhai fu condannato per una serie di delitti che provocò 67 morti, oltre a 23 violenze sessuali e dieci ferimenti gravi.
Gli attacchi attribuiti all’uomo iniziarono nel 2000 e interessarono quattro province: Henan, Hebei, Anhui e Shandong. In diverse occasioni furono uccisi più componenti della stessa famiglia.
Prima dell’inizio della serie di omicidi, Yang aveva già ricevuto condanne per furto e tentata violenza sessuale. Era stato liberato nel 2000 dopo avere scontato una pena detentiva.

Il Serial Killer Yang Xinhai: gli attacchi notturni contro intere famiglie
Yang raggiungeva prevalentemente zone rurali e si introduceva nelle case durante la notte. Per colpire utilizzava strumenti come martelli di ferro e mannaie, senza limitarsi a una singola vittima quando nell’abitazione erano presenti più persone.
Secondo quanto riferito dalla polizia, cambiava abiti dopo gli attacchi e indossava scarpe più grandi della propria misura, nel tentativo di rendere più difficile il collegamento tra le diverse scene del crimine. Gli investigatori sostennero inoltre che cercasse di eliminare o disperdere gli oggetti utilizzati.
Uno dei casi ricostruiti durante il processo riguardò una famiglia della contea di Xiping, nella provincia di Henan. Nel dicembre 2002 furono uccise cinque persone all’interno della stessa abitazione. Il padre anziano di uno degli uomini assassinati si salvò perché quella notte dormiva in un altro edificio.
Le modalità ricorrenti e la distribuzione geografica dei delitti resero particolarmente complesso il lavoro degli investigatori.
L’arresto, il processo e l’esecuzione
Yang Xinhai venne arrestato nel novembre 2003 a Cangzhou, nella provincia settentrionale di Hebei. Dopo il fermo confessò una lunga serie di delitti commessi nelle quattro province.
Il processo si svolse davanti al Tribunale intermedio del popolo di Luohe, nell’Henan. L’udienza del 1° febbraio 2004 si tenne a porte chiuse per proteggere l’identità delle vittime delle violenze sessuali.
La corte lo riconobbe colpevole di omicidio volontario, lesioni, rapina e violenza sessuale, condannandolo alla pena capitale. Yang comunicò che non avrebbe presentato appello.
La sentenza venne eseguita nell’Henan il 14 febbraio 2004, meno di due settimane dopo la condanna. I resoconti dell’epoca lo descrissero come uno dei più prolifici assassini seriali della storia recente della Cina.
La documentazione disponibile permette di ricostruire con certezza il numero delle vittime accertato dal tribunale, le aree interessate e l’esito giudiziario. Restano invece meno uniformi le ricostruzioni giornalistiche relative al movente, che non può essere ridotto con sicurezza a una singola spiegazione.